Banca Pop. Emilia Romagna

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La Banca Popolare dell’Emilia Romagna rappresenta una delle banche popolari piu importanti in tutto il panorama italiano e la cifra che contraddistingue questo istituto di credito rispetto alle altre concorrenti è data naturalmente dalla grande presenza sul territorio, sopratutto nella regione emiliana ma anche con numerose presenze che travalicano i confini felsinei arrivando alla Toscana oppure al Veneto. Una banca dunque del territorio, pensata sopratutto per rispondere alle esigenze di famiglie ed imprese legate da una forte identità culturale ma non solo: questo è l’obiettivo di questo istituto di credito, creato tramite la fusione tra la Banca Popolare di Modena e la Banca Cooperativa di Bologna alle quali si è aggiunta successivamente la Banca Popolare di Cesena. L’impegno “sul territorio” e l’attenzione per le fasce più deboli della popolazione hanno portato questa banca ad essere inserita nello Standard Ethics Italian Bank Index, l’ìndice italiano che misura le performances delle banche considerate “etiche”.

L’andamento delle azioni BPER negli ultimi cinque anni riflette l’andamento del comparto bancario, caratterizzato da una perdurante crisi che trova l’origine con la caduta di Lehman Brothers ma che si ripercuote ancora oggi nei conti della società. Se si mette a confronto il valore del titolo nel 2011 con quello attuale, si evidenzia immediatamente come si sia passati da una media di 5,80 euro a 3,50 euro causando una perdita in termini reali del valore dell’azione. Tuttavia, ad un’analisi piu approfondita, risulta evidente come il titolo ha avuto degli aumenti vertiginosi e repentini, seguiti da cadute altrettanto rapide: ciò significa che risulta essere assolutamente conveniente shortare sul titolo in questione, sopratutto per brevissimi periodi che non superano gli uno, massimo tre mesi.

Per quanto concerne la parte relativa ai dividendi, la Popolare dell’Emilia Romagna ha comunicato i risultati del 2015, esercizio chiuso con un utile netto (escluse le quote di terzi) di 220,66 milioni di euro, in forte aumento rispetto ai 14,78 milioni ottenuti nell’esercizio precedente, in seguito a minori rettifiche su crediti. La gestione oculata del rapporto con i debitori rappresenta dunque ancora oggi la vera punta di diamante per la banca, il cui consiglio di amministrazione ha proposto la distribuzione di un dividendo 2016 (relativo al bilancio del 2015) di 0,1 euro per azione, in aumento rispetto agli 0,02 euro assegnati lo scorso anno. La cedola è stata staccata il 23 maggio e messa in pagamento il 25 maggio.

Per quanto concerne le previsioni sul titolo BPER, in base alle ultime notizie provenienti dal settore bancario il giudizio si mantiene stabile con un outlook moderatamente positivo. La ragione di questo parziale ottimismo si trova nel fatto che i fondamentali BPER sono considerati solidi, sopratutto dopo i risultati positivi conseguiti a seguito degli “stress test” approvati ed imposti dalla Banca Centrale Europea. Per altro, la crisi mai terminata del settore bancario italiano e non solo potrebbe comportare ulteriori possibilità di sviluppo ed espansione tramite acquisti mirati tanto di sedi distaccate di altre banche quanto in termini di veri e propri take over di realtà più piccole, territoriali, che ben possono integrarsi nella tipologia di business portata avanti dalla BPER.

A livello di quotazione azionaria questo sviluppo potrebbe naturalmente causare un aumento sostanziale del valore del titolo in questione, avendo un certo impatto anche per quel che concerne il valore dei titoli derivati che usano questo titolo come sottostante.

Investire su azioni BPER è un’attività complessa che richiede sicuramente una conoscenza, seppur minima, di quello che è non solo il mercato azionario nel suo complesso ma sopratutto il comparto di riferimento, ovvero quello bancario. Infatti, in genere si consiglia si evitare di shortare per i titoli bancari perchè sono azioni che per antonomasia si inseriscono in un investimento piu di lungo periodo, che travalica i 5 anni e che puo arrivare facilmente ai 10: questo è il lasso temporale indicato dagli esperti al fine di ottenere un certo livello di remunerazione dal proprio capitale investito. Naturalmente BPER non fa eccezione, anzi: il titolo in questione risente non solo dell’andamento economico in quanto società a se stante, ma anche della legislazione prudenziale emessa da organismi di vigilanza quali ad esempio la Banca d’Italia oppure la Banca Centrale Europea.

Investire su una banca con, inoltre, fortissimi legami territoriali e dunque per questo motivo ancora di piu collegata strettamente al ciclo industriale di un territorio puo rappresentare scelta tanto intelligente quanto rischiosa e dunque sta alla conoscenza di quel determinato territorio da parte dell’investitore la capacità di capire quando è il momento di disinvestire e monetizzare il rischio corso.

Il trading sulle azioni della BPER puo essere fatto anche per il tramite di contratti derivati che seguono l’andamento del titolo al quale si riferiscono. Questa “funzione” può essere trovata nei CFD, contratti derivati che ripropongono in sostanza l’andamento del titolo in Borsa, senza tuttavia dover acquistare direttamente i titoli in questione. Il risparmiatore che decide di investire nei CFD compie una scelta che ha innumerevoli aspetti positivi rispetto al tradizionale investimento nelle borse “normali”: innanzitutto puo accedere ad una piattaforma disponibili 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, avendo per altro a disposizione un broker professionista che puo essere contattato ogni qual volta si vuole avere una delucidazione oppure un suggerimento su quale sia il CFD più adatto alla propria strategia.

Investire sui CFD inoltre, anche se è previsto un periodo di investimento minimo, è un’operazione che può essere conclusa in un periodo breve di tre, 6 mesi, mentre il periodo minimo per poter investire adottando il metodo tradizionale della banca è di almeno un anno: in sostanza, l’investitore ha la possibilità di shortare piu facilmente, senza tuttavia avere alcun limite per quanto concerne le posizioni lunghe visto che non esiste alcuni limite temporale all’investimento (naturalmente prendendo in considerazione la presenza della società emittente nel listino di riferimento).

Una delle migliori piattaforme per poter investire sui titoli derivati CFD, chiamati anche “Contratti per Differenza”, è sicuramente Plus500. La piattaforma Plus 500 è una piattaforma internazionale che consente all’investitore italiano non solo di poter investire in questi titoli derivati, ma anche su tanti altri prodotti come ad esempio le commodities oppure le valute, tutto comodamente da casa e sfruttando il proprio personal computer. Plus 500 è una piattaforma assolutamente legale ed autorizzata ad operare in tutta Europa nel rispetto delle normative sia locali che comunitarie.

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