Banca Popolare di Milano

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La Banca Popolare di Milano è un’istituzione storica non solo della città e della regione Lombardia, ma dell’intero Paese. E’ infatti la banca popolare piu grande ed anche quella più importante, con migliaia di correntisti non solo nell’interland meneghino ma anche in altre regioni, sopratutto naturalmente al nord. E’ stata per un certo periodo al centro del risiko bancario, con i diversi tentativi di scalata portati avanti dall’Antonveneta come anche da banche straniere, prima di tutte Banco Santander e successivamente BNP Paribas.

Il focus della BPM è certamente il retail, sia per tradizione “storica” per cosi dire, sia per questioni pratiche data la conoscenza del territorio milanese e la presenza con migliaia di sedi locali. Il cliente medio della popolare di milano è sia il piccolo risparmiatore, che tramite i suoi sportelli puo compiere le normali operazioni bancarie fornite in Italia, sia il piccolo ed il medio imprenditore, data la sezione “business” nell’offerta creditizia di questo operatore. La BPM si distingue poi per alcune, mirate, operazioni di borsa; avendo come “cifra” un uso oculato della finanza e dei prodotti derivati, sopratutto se creati all’estero seguendo altre discipline del mercato dei capitali.

Il titolo di BPM, prendendo come periodo di riferimento un lasso di tempo che va dal 2011 fino ad oggi, ha avuto un andamento altalenante che ha portato il valore di riferimento sostanzialmente allo stesso risultato di cinque anni fa: da 0,40 euro per azione agli attuali 0,42 euro per azione. Nel mezzo c’è stato veramente di tutto, con il 2015 in particolare che ha rappresentato un anno a dir poco stratosferico per il titolo di Piazza Meda, arrivato a valere fino a 1 euro per azione: naturalmente si parla del periodo nel quale l’istituto di credito era l’obiettivo di progetti di espansione che, tuttavia, non hanno mai trovato un’esplicazione concreta.

Per quanto concerne i dividenti, a seguito dell’emissione del bilancio consolidato per l’anno 2015, la Popolare di Milano ha comunicato che l’esercizio si è chiuso con un utile netto di 288,91 milioni di euro, in aumento del 24,4% rispetto ai 232,29 milioni ottenuti nell’esercizio precedente. Il management della banca ha ricordato che il risultato in questione è legato sostanzialmente ad un riassetto interno in termini di risorse umane e di riduzione delle passività lato credito, con un aumento della raccolta ed un piano di possibili nuove acquisizioni di filiali per tutto il territorio nazionale. Durante l’Assemblea Straordinaria indetta per l’approvazione del bilancio di fine anno il consiglio di amministrazione, per bocca del suo amministratore delegato Piero Lonardi, ha proposto la distribuzione di un dividendo 2016 (relativo all’esercizio 2015) di 0,027 euro per azione. La cedola è stata staccata il 23 maggio ed è messa in pagamento conseguentemente il 25 maggio, con un normale effetto propulsivo sulla quotazione del titolo relativo.

Per quanto concerne i dividendi, a seguito dell’emissione del bilancio consolidato per l’anno 2015, la Popolare di Milano ha comunicato che l’esercizio si è chiuso con un utile netto di 288,91 milioni di euro, in aumento del 24,4% rispetto ai 232,29 milioni ottenuti nell’esercizio precedente. Il management della banca ha ricordato che il risultato in questione è legato sostanzialmente ad un riassetto interno in termini di risorse umane e di riduzione delle passività lato credito, con un aumento della raccolta ed un piano di possibili nuove acquisizioni di filiali per tutto il territorio nazionale. Durante l’Assemblea Straordinaria indetta per l’approvazione del bilancio di fine anno il consiglio di amministrazione, per bocca del suo amministratore delegato Piero Lonardi, ha proposto la distribuzione di un dividendo 2016 (relativo all’esercizio 2015) di 0,027 euro per azione. La cedola è stata staccata il 23 maggio ed è messa in pagamento conseguentemente il 25 maggio, con un normale effetto propulsivo sulla quotazione del titolo relativo.

Come tutti i titoli bancari, anche quello BPM richiede una certa predisposizione all’investimento di medio/lungo periodo, con una somma minima da investire che non dovrebbe andare sotto i 5000 mila euro. Il titolo può essere sottoscritto sia recandosi naturalmente in banca, sia per il tramite di operatori finanziaria autorizzati come ad esempio Sicav o altre tipologie di fondo di investimento. Non è invece possibile acquistare il titolo fuori dal mercato regolamentato, visto che parliamo comunque di un azione bancaria per la quale è vietata qualsiasi forma di compravendita “over the counter” e per la cui emissione si deve ricevere l’avvallo delle autorità di regolamentazione non solo bancarie ma anche del mercato dei capitali (Consob).

Il risparmiatore che vuole investire in titoli BPM deve quindi necessariamente acquistare le relative azioni o naturalmente obbligazioni nel caso in cui voglia shiftare dall’equity al debito, ma sempre secondo delle normative nazionali e comunitarie, tranne nel caso in cui voglia investire il proprio denaro su prodotti derivati che abbiano quale sottostante, appunto, le azioni della Popolare di Milano.

Il CFD è un titolo derivato assolutamente legale ed ammesso nelle contrattazioni internazionali che ha una caratteristica fondamentale: ripropone le fluttuazioni dell’azione alla quale è collegato. Sottoscrivendo un CFD il risparmiatore ha la possibilità di investire, indirettamente, sul titolo scelto, senza dover necessariamente sottostare a tutta la regolamentazione ed a tutte le lungaggini burocratiche che inevitabilmente la scelta di investire in maniera tradizionale comporta.

Per poter investire sui CFD, in primis, serve una piattaforma tecnologica adeguata e da questo punto di vista, sopratutto per quanto riguarda coloro che non hanno una grande familiarità con il mercato dei capitali, Plus 500 rappresenta una delle migliori opportunità che si trovano online. Plus 500 è una piattaforma di trading autorizzata dalle autorità di settore ad operare in Italia con la quale ognuno può aprire un conto ed iniziare a compravendere CFD in maniera totalmente autonoma e senza dover sottostare alle innumerevoli lungaggini che inevitabilmente comporta la tradizionale scelta di investire in azioni quotate per il tramite o di banche o di operatori finanziari come ad esempio i fondi di investimento. L’investitore, tuttavia, non viene mai lasciato solo in quanto è sempre presente un broker, anch’esso autorizzato, con il quale poter scegliere in maniera adeguata quelle che sono le migliori opportunità del mercato, anche perchè grazie a Plus 500 è possibile investire in prodotti complementari rispetto ai CFD come ad esempio le valute oppure le materie prime. Oltre all’effetto leva, assolutamente fondamentale nell’investimento sui CFD, grazie al quale poter acquistare titoli spendendo ad esempio 100 euro per un controvalore pari a 600 o 700 euro, a seconda della percentuale di leva prevista per il CFD che si vuole sottoscrivere.

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