FOREX E STRUMENTI FINANZIARI

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STRUMENTI FINANZIARI: INTRODUZIONE AL FOREX

Dopo aver aperto il vostro conto trading, e’ finalmente giunto il momento di giocare in borsa per davvero. Potrete cosi’ divertirvi ad investire i vostri soldi in piu’ alternative, sfruttando il grande raggio d’azione offerto dal vostro broker online. Gli strumenti finanziari rappresentano l’oggetto delle vostre scelte, e si raggruppono in quattro gruppi: valute (FOREX), materie prime (commodities), indici di borsa ed azioni.

L’apertura di ogni operazione e’ subordinata al previo pagamento di una commissione (spread) da scontare al vostro broker, ed il vostro guadagno sara’ calcolato in PIP  o in dollari americani, fermo restando che la vostra piattaforma ne convertira’ automaticamente i valori in euro.

LEZIONE 1. FOREX & VALUTE

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Forex (FX o Foreign Exchange) e’ il mercato che determina i tassi di cambio tra due valute: in questo mercato puoi comprare una moneta (euro, ad esempio) e venderne contemporaneamente un’altra (dollaro). Le valute si acquistano o vendono sempre in coppia, non e’ possibile comprare o solo euro o solo dollaro: comprerete o venderete la coppia EUR/USD.

Se ad esempio volete andare in vacanza in California, una volta sbarcati all’aeroporto dovrete recarvi presso un box di cambio per convertire i vostri euro in dollari americani. Potete effettuare la stessa identica operazione con il trading online, andando a vendere euro per comprare dollari: dovrete semplicemente cliccare sulla vostra piattaforma “Vendere EUR/USD”.

Spesso, a dire il vero, per esigenze di marketing con il termine “Forex” ci si riferisce impropriamente anche agli strumenti finanziari diversi dalle valute (materie prime, indici ed azioni): sarebbe, in realta’, piu’ corretto indicare solo le operazioni sulle valute quando si utilizza l’espressione “Forex”.

Il mercato del Forex nasce nel 1971, e non ha una sede fissa: tutti gli scambi avvengono tramite reti informatiche (quando sentite parlare di mercato over the counter, OTC, ci si riferisce proprio a questa modalita’ di negoziazione).

Il trading forex consiste, piu’ precisamente, nella speculazione sul tasso di cambio di due valute, cioe’ si cerca di prevedere se il valore di una valuta aumentera’ o diminuira’ rispetto ad un’altra. Se, ad esempio, il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi rilascia una conferenza stampa dai toni decisamente ottimistici sull’economia dell’eurozona, comprerei euro (Buy EUR/USD); se invece negli Stati Uniti escono dei dati molto positivi sul mercato del lavoro, venderei euro per comprare dollari (Sell EUR/USD).

Le valute piu’ scambiate sono EUR (euro), USD (dollaro americano), GBP (sterlina), JPY (yen), CHF (franco svizzero), AUD (dollaro australiano) e CAD (dollaro canadese). Sono sempre indicate da tre lettere: le prime due fanno riferimento all’area geografica, mentre l’ultima al nome della valuta (AUD sta per Australian Dollar).

levaCome accennato poco fa, le valute si acquistano o vendono sempre in coppia (EUR/USD). La prima si chiama “valuta base” (EUR), la seconda “valuta secondaria” (USD): si opera sempre e solo sulla prima valuta! Ricordatevi l’immagine di una bilancia: se compro una valuta, vendo contemporaneamente l’altra. Ed il sassolino lo aggiungo o lo rimuovo sempre nella prima pesa.

Questo comporta che, nella coppia EUR/USD, se volete comprare euro (ed allo stesso tempo vendere dollari) cliccherete Buy EURUSD; se volete vendere euro cliccherete Sell EURUSD; se volete acquistare dollari cliccherete Sell EURUSD.

Ci terrei poi a fare chiarezza una volta per tutte su un concetto: dire “Buy” o andare “long” vuol dire comprare; cosi’ come dire “Sell” o andare “short” significa semplicemente vendere. Sono tutti sinonimi.

Nel Forex, le valute non si acquistano o vendono mai singolarmente, ma sempre in lotti, di diverse dimensioni:

  • standard: 100.000 unita’ di valute
  • mini: 10.000
  • micro: 1.000

Di primo acchito sembrerebbe che il piccolo risparmiatore non possa neanche avvicinarsi al trading, perche’ difficilmente ha cosi’ tanti soldi da investire. Niente di piu’ sbagliato, invece! Lo strumento che vi permette di operare esiste, e si chiama leva finanziaria.

Le coppie di valute possono essere poi raggruppate in due grandi categorie:

  • coppie majors, ossia quelle coppie che contengono il dollaro statunitense al proprio interno (EUR/USD; GBP/USD; AUD/USD; NZA/USD; USD/CAD; USD/JPY; USD/CHF)
  • cross valutari, cioe’ le coppie che non contengono il dollaro USD al proprio interno: le piu’ importanti sono quelle che contengono EUR, GBP e JPY (ad esempio, EUR/GBP)

forexQuando sentite parlare di valute esotiche, per completezza di informazione, si intendono ancora le valute di altri Paesi, come il fiorino ungherese, il rublo russo, la lira turca, la corona norvegese, ecc. Occorre porre molta attenzione quando ci si vuole avventurare in compravendite di queste monete, dal momento che, non essendo oggetto di frequenti scambi, hanno maggiori costi di commissione, che possono addirittura arrivare fino a 2-3 volte gli spread della coppia EUR/USD.

Riguardo all’unita’ di misura della variazione dei prezzi nelle valute, il profitto o la perdita di un’operazione si misura in PIP, concetto che su cui torneremo presto.

Quali sono, ancora, i vantaggi del Forex? Scambiare valute presenta molti vantaggi, dovuti al fatto che il Forex e´ un mercato:

  • equo, nel senso che, a differenza di quanto avvenga per esempio nel mercato azionario, le decisioni di un singolo soggetto non riescono ad influire sensibilmente sulla variazione dei prezzi delle valute: nemmeno se si parla di banche centrali nazionali o di enti governativi, dal momento che rappresentano solamente il 5% dei soggetti partecipanti al mercato (il restante 95% e’ formato da speculatori, come istituti di credito, fondi, societa’ e privati come voi!);
  • facilmente liquidabile, con i suoi circa 4.000 miliardi di dollari di fatturato giornaliero;
  • con oscillazioni di prezzo ben piu’ contenute rispetto agli altri strumenti finanziari: questo vuol dire che  investire sulle valute comporta si’ meno profitti ma anche meno perdite rispetto ad un investimento sul petrolio, il che e’ una vera e propria manna dal cielo per i traders alle prime armi.

E quali sono, infine, gli orari migliori per trarre profitto dal Forex? E’ vero che il mercato valutario e’ aperto 24 ore su 24 da lunedi’ a venerdi’, il che lo rende appetibile ed accessibile a qualunque investitore, ma non sempre e’ attivo con la stessa intensita’ durante la giornata. Vi aiuto percio’ a capire meglio quando e’ il momento migliore per orare. Tanto per cominciare, esistono 4 grandi sessioni in cui piazzare gli ordini (gli orari fanno riferimento all’ora italiana):

  • Londra: ore 9 – 18
  • New York: ore 14 – 23
  • Sydney: ore 23 – 8
  • Tokyo: ore 1 – 10

sessioniQuali sono gli orari migliori per effettuare operazioni? Quelli in cui piu’ sessioni si sovrappongono, perche’ significa che il mercato e’ piu’ attivo e quindi ci sono piu’ contrattazioni. Ed in particolare, per andare dritti al punto, l’intervallo migliore per operare e’ quello tra le ore 14-18, in cui avviene il maggior numero di scambi.

Analizziamo ora il movimento in PIP nelle singole sessioni, con riferimento alla coppia EUR/USD:

  • Australia: 65
  • Giappone: 66
  • Londra: 80
  • New York: 67

Il risultato e’ che la sessione europea e’ quella piu’ movimentata.

Ora consideriamo i movimenti in PIP nell’arco dei singoli giorni della settimana:

  • Domenica: 24
  • Lunedi’: 92
  • Martedi’: 102
  • Mercoledi’: 101
  • Giovedi’: 83
  • Venerdi’: 80.

Come si puo’ agevolmente dedurre, da lunedi’ a giovedi’ il movimento in PIP e’ maggiore. Sconsiglierei pertanto di operare:

  • ogni giorno dopo le 19, perche’ l’interesse nel mercato cala significativamente ed il mercato appare fermo;
  • venerdi’, perche’ gli operatori tendono a chiuedere le proprie posizioni, se in profitto, per portare a casa i loro guadagni e trascorrere un weekend spensierato. Questo comporta una frequente ed apparentemente “illogica” fluttuazione dei prezzi di mercato.

In estrema sintesi, i momenti migliori per fare giocare in borsa con il Forex sono da lunedi’ a giovedi’, specie durante le sovrapposizioni di piu’ sessioni.

 

LEZIONE 2. GLI STRUMENTI FINANZIARI DIVERSI DALLE VALUTE

Materie prime, indici di borsa ed azioni rappresentano l’alternativa alle valute. Si tratta di strumenti da un profilo di rischio piu’ elevato rispetto alle monete, e la loro unita’ di misura della variazione del prezzo e’ rappresentata dal dollaro statunitense. Un barile di petrolio puo’ aumentare di valore di 5 dollari, non di 5 PIP; cosi’ come un’azione Apple potra’ deprezzarsi di 3 $ e non di 3 PIP.

Materie prime: sono i materiali che servono a fabbricare o produrre altri beni, attraverso opportuni processi lavorativi. Prodotti agricoli, minerali, metalli, legname costituiscono le principali materie prime (oro, petrolio, gas naturale, caffe’, zucchero, ecc.)

Indici azionari: rappresentano la sintesi del valore del paniere di un predeterminato numero di titoli azionari (Dow Jones, FTSE Mib, CAC, DAX, Nikkei, S&P 500, ecc.)

borsaAzioni: sono titoli che rappresentano la quota di partecipazione al capitale sociale di una societa’ per azioni (Apple, Facebook, Google, Eni, Saipem, Vodafone, Coca Cola, Volkswagen). Le azioni possono essere poi:

  • ordinarie, e legittimano il possessore all’esercizio del diritto di voto nel consiglio di amministrazione e del diritto ai profitti da dividendi e da guadagni in conto capitale;
  • di risparmio, quando sostituiscono il diritto di voto con privilegi di natura patrimoniale (adatte quindi ai piccoli investitori).

Ogni azione e’ scambiata (acquistata o venduta) in base al valore di mercato, ossia in base alle leggi di domanda e di offerta (dipende quindi dal numero e dal segno dei contratti conclusi). A fine giornata si stabilira’ il prezzo finale, che coincide con il prezzo di chiusura. Quali sono i fattori che determinano l’apprezzamento o il deprezzamento del titolo azionario?

  • andamento della societa’ (dimensioni patrimoniali, prospettive, assetti finanziari, acquisizioni – fusioni – scissioni);
  • andamento del comparto (ad esempio, l’andamento del settore automobilistico in Germania potrebbe influenzare il titolo Volkswagen in una qualche maniera);
  • notizie e rumours (le voci di uno scandalo, come e’ successo proprio con Volkswagen ad agosto 2015);
  • dati macroeconomici globali o nazionali .

Un breve cenno sul mercato azionario in Italia. Il mercato azionario e’ la piazza telematica in cui vengono contrattate le azioni. In Italia, il mercato azionario coincide con il Mercato Telematico Azionario (MTA), il segmento di Piazza Affari destinato esclusivamente allo scambio di titoli azionari. Su di esso convergono sia il mercato primario, in cui si scambiano titoli di nuova emissione (e’ il caso recente delle azioni di Poste Italiane, ad ottobre 2015), che quello secondario, in cui si contrattano azioni gia’ in circolazione (ad esempio, Saipem).

LEZIONE 3. IL LEGAME TRA VALUTE E MATERIE PRIME: OPERATIVITA’ PRUDENTE

Nel trading ci sono moltissime correlazioni, dirette o indirette, tra materie prime e valute.

petrolio dollaroA titolo esemplificativo, basta citare quella tra oro o petrolio e dollaro statunitense, che ne costituisce l’unita’ di misura: se si apprezza il dollaro, tendenzialmente si deprezza l’oncia d’oro o il barile di petrolio (correlazione indiretta). Quindi si potra’ vendere/comprare dollaro USD anziche’ comprare/vendere petrolio OIL o oro GOLD: sara’ sicuramente un’operazione meno stressante per il vostro battito cardiaco, dato che la volatilita’ dei prezzi delle valute e’ sicuramente inferiore rispetto a quella delle materie prime.

Diretta, al contrario, e’ la relazione tra oro e dollaro australiano, dal momento che l’Australia e’ un Paese ricco di risorse naturali, in cui l’agricoltura e le materie prime (in particolare oro e metalli preziosi) costituiscono circa il 60 % delle esportazioni della Nazione. Questa e’ la ragione per cui se si apprezza l’oro, si apprezzera’ verosimilmente anche il dollaro australiano. Anche in quest’ipotesi, acquistare dollari australiani AUD vi fara’ dormire sonni ben piu’ tranquilli in caso di investimento errato, poiche’, come appena spiegato, le oscillazioni di prezzo delle valute sono decisamente piu’ contenute rispetto a quelle delle commodities.

Diretta, ancora, e’ la correlazione tra petrolio e dollaro canadese o rublo russo: entrambi grandi esportatori di greggio naturale, il petrolio rappresenta il 10 % delle esportazioni per il Canada e addirittura quasi il 40 % delle esportazioni per la Russia.

Cosa voglio insegnarvi con quest’articolo? Il mio obiettivo e’ quello di insegnarvi ad operare con intelligenza e prudenza, in rapporto alla vostra esperienza nel settore ed alle vostre disponibilita’ economiche: spesso il trader apre operazioni in base a quanto legge sul giornale o sente in televisione, senza pero’ avere piena consapevolezza del rischio cui andra’ incontro ne’ di una corretta gestione del portafoglio.

oro petrolioPer esperienza lavorativa, mi sono imbattuto in migliaia di casi in cui clienti novelli hanno spontaneamente venduto centinaia di barili di petrolio, con un capitale di neanche 300 euro, solo sulla base di un annunciato crollo delle quotazioni da parte del telegiornale.

E allora se proprio non riuscite a resistere all’impulso di operare sulla notizia, senza volere prima incrementare le vostre conoscenze della materia e delle diverse oscillazioni che caratterizzano ciascuno strumento finanziario, a questo punto spero di avervi fornito qualche suggerimento per operare “indirettamente” sulle materie prime tramite le valute.

In questo modo, a titolo meramente esemplificativo, se dovessero essere rilasciati dati negativi sul petrolio (ad esempio, una riduzione della produzione negli USA o un aumento delle scorte di petrolio, cui conseguono una maggiore dell’offerta e quindi una riduzione della domanda e, in un’ultima analisi, del valore del barile), potrete vendere dollaro canadese anziche’ vendere direttamente 500 barili di petrolio: sara’ un’operazione che vi fara’ perdere sicuramente meno denaro rispetto a quanto potrebbe accadere se operaste direttamente sulla materia prima.

Attenzione pero’! Tra valute e materie prime vi e’ un legame tendenzialmente, ma non completamente, perfetto. Tenete sempre bene a mente che:

  • la valuta risente delle scelte di politica monetaria di ogni Paese
  • i market mover delle valute (cioe’ le notizie macroeconomiche, quali i dati sul PIL, sulla variazione dell’occupazione, su un annuncio del tasso di interesse) sono nella maggior parte dei casi indipendenti dalle materie prime.

Cio’ premesso, analizzato i pro ed i contra di ogni scelta di investimento, mi sento assolutamente in dovere di incitarvi a non operare sulle commodities finche’ non sarete un po’ piu’ esperti della materia: fino a quel momento, continuate a fare pratica sulle valute. Meno guadagni ma anche meno spiacevoli sorprese.

 

LEZIONE 4. CALCOLO DEL PROFITTO SULLE VALUTE: IL PIP

caratteristiche dei pip

Quante volte avete sentito dire che il dollaro ha guadagnato 10 PIP nei confronti dell’euro? O che lo yen e’ crollato di 100 PIP nei confronti della sterlina? Ma cosa diavolo sono questi PIP!?

PIP e’ l’acronimo di “Price Interest Point”, e semplicemente indica il piu’ piccolo movimento di prezzo di una coppia valutaria.

Il PIP corrisponde alla:

  • quarta cifra dopo la virgola per tutte le valute diverse dallo yen (EUR/USD: 1.1352);
  • seconda cifra dopo la virgola per lo yen (USD/JPY: 119.52).

La sua funzione e’ quella di calcolare il profitto o la perdita di un’operazione su valute.

Su internet troverete mille e piu’ informazioni sul PIP: e’ stato detto e scritto perfino troppo, a mio parere, ed il risultato e’ quello di confondere l’investitore alle prime armi. Cerchero’ di essere il piu’ semplice possibile. Ricordate due punti:

  1. il PIP e’ l’unita’ di misura solo delle coppie valutarie (il dollaro e’ invece l’unita’ di misura di materie prime, indici di borsa ed azioni);
  2. il PIP si calcola in base all’ammontare dell’operazione effettuata, a seconda che si tratti di una compravendita da 1.000, 10.000 o 100.000 unita’ di valute (1 PIP corrisponde rispettivamente a 0.1 $, 1 $ e 10 $).

Pip ForexLa vostra piattaforma di trading converte automaticamente ed in tempo reale la variazione in PIP in guadagno o perdita in euro nel vostro capitale. Ma se proprio voleste imparare la formula, il profitto/perdita si calcola moltiplicando l’ammontare della posizione per la variazione del prezzo in pip. Se compriamo un lotto da 10.000 EUR/USD, e l’euro passa da 1.1300 a 1.1304 (variazione di 4 PIP, cioe’ 1.1304 – 1.1300 = 0.0004), allora il profitto sara’ pari a 4 $ (0.0004 $ x 10.000 ).

O, piu’ semplicemente, ricordate che quando operate tramite lotti da 10.000 unita’ di valute, 1 PIP equivale ad 1 $. Quindi, se vendete EUR/USD a 1.1355, e nel giro di poche ore la quotazione scende a 1.1350, allora la variazione sara’ stata di 5 PIP (1.1355-1.1350). Ed in un lotto da 10.000 (dove 1 PIP = 1 $), avrete guadagnato 5 $, che corrispondono a circa 4.40 euro.

Se invece aprite in acquisto una posizione da 100.000 unita’ di EUR/USD, e la quotazione varia da 1.1355 a 1.1350 (0.0005 ossia 5 PIP), in quel caso la variazione sara’ sempre 5 PIP, che pero’ in un lotto da 100.000 (dove 1 PIP = 10 $) comportano una perdita non di 5 ma di 50 $.

Se infine comprate 50.000 unita’ di EUR/USD, e l’euro guadagna 5 PIP, in quest’ultimo caso la variazione determina un profitto di 5 $ (1 PIP = 5 $ nei lotti da 50.000).

Ci sono quindi due diversi metodi per calcolare il profitto o la perdita nelle operazioni su valute, che portano comunque sempre allo stesso risultato. Scegliete quello che piu’ vi piace, senza dimenticare che, per vostra fortuna, non ci sara’ mai la necessita’ di fare questo calcolo manualmente, dato che ogni piattaforma di trading convertira’ in maniera automatica la variazione dei PIP in euro.

Cerco di presentare due specchietti per ciascun metodo.

METODO 1. Su una posizione in acquisto/vendita da:

  • 10.000   => 1 PIP = 1 $
  • 20.000  => 1 PIP = 2 $
  • 50.000  => 1 PIP = 5 $
  • 100.000 =>1 PIP = 10 $
  • 250.000 =>1PIP = 25 $

METODO 2. Dato che il PIP e’ la quarta cifra dopo la virgola per le valute diverse dallo yen, allora sara’ sufficiente moltiplicare la variazione in PIP per l’ammontare della posizione. Ad esempio:

  • Buy   10.000 EUR/USD: da 1.1340 a 1.1345 => + 0.0005 $ x 10.000   = +5 $    (profitto)
  • Sell   10.000 EUR/USD: da 1.1340 a 1.1345 => – 0.0005 $ x 10.000    =  -5 $    (perdita)
  • Sell 100.000 EUR/USD: da 1.1345 a 1.1340 => +0.0005 $ x 100.000 = +50 $ (profitto)

 

LEZIONE 5. CALCOLO DEL PROFITTO SUGLI ALTRI STRUMENTI: IL DOLLARO STATUNITENSE

petrolioCome si calcola il profitto o la perdita da operazioni su strumenti diversi dalle valute? E’ giunto ora il momento di affrontare il tema dell’unita’ di misura della variazione dei prezzi di materie prime, indici ed azioni.

Come gia’ accennato nella precedente lezione, il complicato (ma solo all’inizio, tranquilli!) PIP serve a misurare l’oscillazione dei prezzi delle valute; per le commodities, gli indici di borsa e le azioni, invece, il profitto o la perdita si misurano in dollari statunitensi, un concetto sicuramente ben piu’ familiare.

Non mi soffermero’ molto su questo aspetto, poiche’ non c’e’ molto da imparare: credo semmai possa essere utile fornire alcuni esempi pratici, per diradare ogni dubbio.

Supponiamo di volere acquistare 10 once di oro, 1000 barili di petrolio e 100 azioni Volkswagen.

  • oro: la quotazione di un’oncia passa da 1100 $ a 1150 $. La variazione e’ stata di + 50$ ad oncia. Nel nostro caso, avremmo comprato 10 once, sicche’ il guadagno sarebbe stato pari a 500 $ (variazione x numero di once, e nello specifico +50 $ x 10 = 500 $)
  • petrolio: la quotazione di un barile varia da 40 $ a 42 $, e quindi di – 2 $. Noi avremmo comprato 1000 barili, quindi avremmo guadagnato 2000 $ (2 $ x 1000 = 2000 $)
  • Volkswagen: ogni azione si deprezza da 100 $ a 99 $, e quindi di 1 $. Noi avremmo comprato 100 azioni, e quindi perso 100 $ (-1 $ x 100 = -100 $).

In sintesi, per calcolare il profitto o la perdita in queste operazioni, sara’ necessario moltiplicare la variazione del prezzo in dollari statunitensi per il numero di strumenti comprati o venduti.

Volkswagen

 

LEZIONE 5. LO SPREAD

Generalmente l’apertura di un’operazione e’ subordinata al pagamento di una commissione al broker, il cosiddetto spread.

Ma cos’e’ di preciso questo spread? Spread indica semplicemente la differenza tra la domanda e l’offerta di un preciso strumento finanziario (o tra prezzo-denaro e prezzo-lettera, o ancora tra “bid” e “ask”).

Solitamente, una coppia di valute con un maggior volume di contrattazione ha spread inferiore rispetto ad una coppia a minor liquidita’.

Ad esempio, quando in una piattaforma di trading troverete scritto: EUR/USD  1.1350  |  1.1353, lo spread e’ di 3 PIP (1.1353-1.1350 = 0.0003 = 3 PIP); se, invece, voleste operare sulla corona norvegese, in cui EUR/NOK 9.2625  |  9.2525, sara’ opportuno rendersi conto che lo spread da pagare coincidera’ con 100 PIP  (9.2625 – 9.2525 = 0.0100 = 100 PIP), e quindi anche la commissione sara’ maggiore rispetto ad un’operazione sulla coppia euro-dollaro.

Deviazione Standard

Non siate superficiali in merito a questo argomento, che spesso viene purtroppo sottovalutato a torto.

Non poche volte mi e’ capitato di interagire con investitori i quali, dopo aver sentito al telegiornale una notizia sulla corona norvegese, hanno comprato questa moneta esotica e senza rendersene conto si sono immediatamente ritrovati il proprio saldo decurtato di 100 $.

Il mio obiettivo e’ quello di fornirvi una panoramica la piu’ completa possibile su ogni aspetto del trading, perche’ non si puo’ mirare ad ottimi guadagni senza comprendere anche le eventuali spese connesse ad ogni operazione. Ora, spero, avrete capito la ragione per cui ogni volta che darete conferma al vostro ordine vi ritroverete con un passivo di -3 o di -100 $.

Il mio consiglio? Nel Forex evitate le valute esotiche come rublo russo, lira turca, real brasiliano, corona norvegese, ecc., e dirigetevi sulle valute piu’ tradizionali come dollaro, euro, yen, sterlina ecc.

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