Lezione 26 – Carry Trade, approfondimento

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Anche in questa lezione di parlerà del Carry Trade. Cosa significa “fare Carry Trade”? Con questa frase si indicano delle operazioni su una valuta di un Paese che ha tassi d’interesse più convenienti rispetto a quelli di un paese in cui si va a investire sulla valuta. Un esempio di Carry Trade potrebbe essere la vendita di una valuta A con il cui ricavato si vada ad acquistare valuta B (l’esempio della lezione precedente sullo YEN contro il dollaro australiano)..

– Paese A: tasso interesse 0,5%

– Paese B: tasso interesse 2%

Quindi, con il Carry Trade vendiamo la valuta del paese A e contemporaneamente acquistiamo (con il ricavato) la valuta del paese B. Otteniamo dei guadagni, o delle perdite, da questa operazione dal differenziale d’interesse tra i due paesi e quindi tra le due valute. A questo risultato va tuttavia sottratto il costo del cambio (disagio).

Gli operatori finanziari utilizzano molto questa operazione perché invece di investire il proprio denaro preferiscono indebitarsi. Se ci si indebita in valuta A per poi comprare obbligazioni di stato del paese B, il guadagno netto dell’operazione sarà dell’1,5% (2% – 0,5 %) sempre al netto del disaggio. Queste operazioni vengono fatte soprattutto dai grossi operatori finanziari perché hanno grandi capitali.

Queste operazioni sono l’anima della finanza più pragmatica.

Facciamo Carry Trade!

Sebbene il Carry Trade ad alti livelli viene fatto da grandi operatori finanziari per ovvie ragioni di capitale posseduto, ciò non significa che gli altri non lo possano fare. Questa operazione, infatti, può essere svolta su qualsiasi cross valutario. È ovvio che occorre prestare massima attenzione e capure e valutare bene quale sia il giusto cross su cui fare Carry Trade. È molto importante comprendere il momento giusto per chiudere la posizione al fine di ottimizzare il nostro guadagno.

Il tasso d’interesse è l’elemento da prendere in considerazione per la giusta scelta. Vi ricordo che il Carry Trade si tratta principalmente (o quasi solo) di tassi d’interesse e della differenza tra due paesi di una stessa coppia valutaria.

Per operare correttamente e ridurre i margini di perdita occorre essere aggironati sui tassi di interesse dei vari Paesi e in rete si possono ottenere delle tabelle comparative di questi tassi costantemente aggiornati. Di seguito avete a disposizione è una tabella dimostrativa: vi consiglio di procurarvi una tabella aggiornata per capire meglio. Potrete trovare una tabella che fa riferimento a durate di vario genere, come ad esempio una tabella con valori swap su un contratto da 1.000$ con scadenza a 24 ore.

Come potete vedere dalla tabella, per ogni cross valutario vi è un diverso differenziale interesse (differenza tra i tassi d’interesse). Quindi immaginiamo che tra i tassi d’interesse europei (BCE) e americani (FED) vi sia un punto e mezzo percentuale di differenza. I PIP costituiscono l’unità di misura dei valori dei cross.

Swap Valutario

Se avete prestato attenzione, nel paragrafo precedente avete letto “swap”: cos’è?

Quando si sottoscrive  un  currency swap, due controparti si impegnano a scambiare flussi di pagamento periodici in due diverse valute (es. Euro e Dollaro)  tenendo in considerazione capitale e interessi. Sottoscrivere un contratto swap comporta:

  1. Uno scambio subito (a pronti) di una determinata quantità di una determinata valuta, in cambio di un’altra valuta al tasso di cambio corrente.

  2. Uno scambio a termine di segno opposto ma al medesimo tasso di cambio

  3. Il pagamento degli interessi da parte di entrambe le controparti degli interessi periodici calcolati sull’ammontare delle valute scambiate

Detto altrimenti, ciascuna delle controparti apre una posizione lunga ed una corta. La posizione lunga (acquisto) frutta interessi attivi nella valuta di denominazione della posizione lunga. La posizione corta (vendita) frutta interessi passivi nella valuta di denominazione  della posizione corta.

A che servono i contratti swap?

I contratti swap valutari sono molto utilizzato perché possono servire per molte operazioni e raggiungere diversi obiettivi:

  • Copertura contro il rischio di cambio, anche detta “hedge” o “hedging”
  • Creazione di titoli ottenuti dalla combinazione delle caratteristiche di diversi strumenti finanziari anche detti titoli “sintetici”

  • Modifica di una passività, trasformando la valuta di denominazione e la modalità del tasso d’interesse

Cosa significa tutto questo? Facciamo qualche esempio. Se otteniamo un finanziamento di 100.000$ e vogliamo coprirci dal rischio del cambio, possiamo stipulare un contratto Currency Swap EUR/USD (Euro contro Dollaro) con un nozionale pari all’importo del finanziamento. In questo modo ci impegneremo a corrispondere il tasso fisso su euro periodicamente, ottenendo in cambio il tasso variabile sul dollaro. Se ad esempio il cambio a pronti sia di 1,25 €/$  e quindi versiamo alla controparte del contratto i 100.000$ ottenuti col finanziamento. Otterremo in cambio 100.000$ x 1,25€ = 125.000€. Alla scadenza, otterremo dalla controparte i dollari che ci occorrono per rimborsare il capitale, in cambio di euro. Con questa operazione avremo trasformato un finanziamento in dollari a tasso variabile in un finanziamento in euro a tasso fisso.

Poiché lo scambio avviene sulla base del tasso di cambio al momento della stipulazione del contratto (1,25 €/$) non vi è alcun rischio di cambio sul capitale.

*Your capital may be at risk. This is not an investment advice

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