OPERAZIONI SU CFD ED OPZIONI BINARIE

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giocare in borsa
Le opzioni binarie e digitali sono vietate in Europa. I contenuti relativi ad opzioni restano in archivio a solo scopo informativo. Se non sei un cliente professionista, ti invitiamo a valutare il Trading Forex, CFD o Criptovalute

OPERAZIONI SU CFD ED OPZIONI BINARIE: INTRODUZIONE

Avete scelto la piattaforma? Avete aperto il vostro conto online? Bene, e’ allora finalmente arrivato in momento di giocare in borsa per davvero. Di investire sui diversi strumenti finanziari, si tratti di CFD o di opzioni binarie. Ma in base a quali criteri aprire le operazioni? E che percentuale del portafoglio rischiare per ogni singola transazione?

Innanzitutto, allo scopo di aprire le vostre operazioni, esistono due linee guida che consistono nell’effettuare, congiuntamente o indipendentemente, un’appropriata analisi fondamentale e tecnica. L‘analisi fondamentale e’ lo studio degli eventi macroeconomici che possono influenzare positivamente o negativamente la quotazione di una valuta o di una materia prima. Lo strumento idoneo ad effettuare questo tipo di analisi si chiama calendario economico, che e’ una sorta di agenda giornaliera degli eventi di natura politica o economica a diverso impatto sulla volatilita’ dei prezzi. L’analisi tecnica, invece, si avvale dello studio dei grafici per formulare giudizi piu’ statistici ed “oggettivi” rispetto al primo tipo di analisi. Sono due modi di operare indipendenti ma anche fortemente connessi tra loro.

Una volta trovato il metodo che piu’ vi si addice, scatta la seconda domanda: quanto investire sui singoli strumenti finanziari? O, piu’ precisamente, che percentuale del capitale si e’ disposti a rischiare per ogni singola operazione? A tutte queste problematiche cerca di dare una risposta appropriata il cosiddetto money management, ossia la gestione del portafoglio, che segue criteri diversi in base al capitale ed al profilo di rischio, di conoscenza della materia e dell’esperienza del singolo cliente. Il platonico aforismo “Conosci te stesso” si applica anche quando si gioca in borsa, per evitare di esporsi oltre le proprie possibilita’.

Insomma, il trading permette di fare ottimi guadagni grazie al corretto utilizzo della leva finanziaria e ad una profittevole capacita’ di analisi tecnica e fondamentale; ma tutto deve comunque partire da una preliminare e personale pianificazione della strategia di investimento, la piu’ adatta possibile alla vostra personalita’ ed al vostro portafoglio.

LEZIONE 1: ANALISI FONDAMENTALE E CALENDARIO ECONOMICO

L’analisi fondamentale e’ una scienza, non infallibile, che cerca di fornire una spiegazione di natura fondamentale, socio-economica, alle variazioni dei prezzi degli strumenti finanziari (si tratti di valute, di azioni o di materie prime). Vengono cosi’ studiati dati statistici macroeconomici, decisioni di politica monetaria delle banche centrali oppure dati relativi alle societa’ o alle materie prime: e’ questa la differenza principale rispetto all’altro tipo di analisi, quella tecnica, che invece porta a formulare dei giudizi sulle prossime variazioni dei prezzi solo sulla base di un grafico.

Nell’intento di fornire una maggiore chiarezza, passo in rassegna, a titolo esemplificativo, i principali fondamentali con riferimento ai singoli strumenti finanziari:

  • valute: dati macroeconomici, quali quello relativo al PIL, al tasso di disoccupazione, di inflazione, di esportazioni/importazioni; politiche monetarie adottate dalle banche centrali per indebolire (ad esempio, il Quantitative Easing della banca centrale europea) o apprezzare (aumento del tasso di interesse della banca centrale USA) la propria valuta;
  • azioni: bilanci, libri contabili, fatturato, strategie societarie. Si tratta di informazioni che aiutano ad individuare il valore corretto del titolo (cd. “fair value”), e quindi a capire se l’azione e’ sottovalutata o sopravvalutata (occasione per acquistare o vendere)
  • materie prime: dati settimanali sulle scorte di petrolio. Se aumentano le scorte, il prezzo del barile di petrolio diminuira’ dal momento che i produttori saranno incentivati ad abbassare i prezzi per cercare di vendere tutti i barili

calendario economicoLo strumento piu’ utile per effettuare l’analisi fondamentale e’ senza dubbio costituito dal calendario economico. Il calendario economico altro non e’ che un’agenda degli eventi politico-economici elencati secondo un ordine cronologico. Di tutti gli eventi, alcuni hanno un impatto piu’ forte sulla volatilita’ dei prezzi (ad esempio, la decisione di una banca centrale di aumentare il tasso di interesse), il che comporta un aumento o una diminuizione del valore dello strumento piu’ forte del consueto. Ed infine accanto a ciascun evento in programma sara’ possibile trovare il dato precedente, il dato previsto e -al rilascio della notizia- il dato attuale

Come si opera sulla notizia? Sara’ sufficiente orientare la propria attenzione sulle notizie in programma a maggior impatto sulla volatilita’ (solitamente sono contrassegnate da 3 caselle), ed aspettare il rilascio del dato. Si confrontera’ poi il dato attuale con quello previsto: nel caso in cui il dato si rivela essere migliore del previsto, sara’ probabile una tendenza al rialzo e quindi si potrebbe comprare quello strumento; nel caso opposto, invece, ossia se il dato attuale e’ peggiore del dato previsto, sara’ verosimile una tendenza al ribasso e quindi sarebbe opportuno speculare sul ribasso del prezzo, vendendo lo strumento in questione.

Vediamo se avete capito. Sono le ore 14.25, e tra 5 minuti (ore 14.30) uscira’ un dato sul dollaro USD che avra’ il massimo impatto sulla volatilita’ del dollaro (3/3). Dato previsto: 2 %; Dato attuale, rilasciato alle ore 14.30: 3 %. E’ un dato migliore del previsto, quindi e’ verosimile una tendenza al rialzo. Viceversa, nel caso in cui venisse rilasciato un dato peggiore del previsto (1%), probabilmente ci sara’ una tendenza al ribasso.

E’ importante sottolineare che questo tipo di operativita’ deve essere tempestivo, ossia e’ indispensabile operare all’immediato rilascio del dato (o poco dopo), mentre e’ inutile speculare sul valore di uno strumento quando sono ormai gia’ decorse alcune, dal momento che il mercato avra’ gia’ assorbito la notizia. Se arrivate tardi ad un appuntamento importante sul calendario, a questo punto scattera’ l’altro modus operandi: quello basato sull’analisi tecnica, e quindi sullo studio dei grafici.

Tenete infine conto che questo approccio operativo e’ quello maggiormente speculativo, che puo’ risultare un’arma a doppio taglio e che puo’ portare a grandissimi guadagni ma anche a grandissime perdite nel giro di pochi minuti.

LEZIONE 2. ANALISI TECNICA E GRAFICI

operazioniL’analisi tecnica e’ l’approccio operativo che si prefigge l’obiettivo di indirizzare le scelte di investimento attraverso lo studio di grafici che rappresentano l’andamento dei prezzi.

Va fin da subito sottolineato che questo metodo, alternativo alla gia’ menzionata analisi fondamentale, non e’ una scienza infallibile! Se fosse una scienza esatta, allora tutti i trader sarebbero milionari; ciononostante e’ accompagnata da una percentuale di successo decisamente elevata.

Tre dogmi sono alla base dell’analisi tecnica:

  1. I prezzi scontano tutta l’informativa in riferimento ad ogni strumento finanziario“: in parole povere, dalla semplice osservazione dei movimenti dei prezzi, ed al netto di informazione di carattere macroeconomico, e’ necessario posizionarsi long oppure short qualora i valori seguano un andamento crescente o decrescente;
  2. Nel medio – lungo periodo, i prezzi si muovono in tendenza“: se uno strumento finanzario sta seguendo una tendenza rialzista, sara’ opportuno comprare quel prodotto anziche’ andare contro trend (come peraltro sintetizza la celebre massima “Trend is your friend“, ossia il trend e’ il tuo amico: seguite il trend!);
  3. La storia si ripete“: un’attenta ed accurata analisi dell’andamento dei prezzi potra’ essere riutilizzata nel tempo al ricorrere di analogie gia’ riviste in passato.

Come si aprono le operazioni attraverso l’utilizzo dei grafici? Ribadiamo il punto di partenza: il grafico analizza l’andamento dei prezzi, quindi l’oggetto del nostro studio saranno le variazioni del valore di mercato di ogni strumento finanziario. Sottolineata la premessa, entriamo piu’ nel vivo del gioco.

Non si puo’, nel trading come nella vita, prescindere da un’autentica conoscenza di se’ stessi prima che dei mercati finanzari. Ognuno di noi ha un carattere diverso, una propensione al rischio diversa: di qui l’esigenza di scegliere gli strumenti che piu’ si addicono alla vostra attitudine ed al vostro portafoglio (petrolio per i piu’ temerari, euro-dollaro per i piu’ prudenti, giusto per citare due strumenti a caso).


A questo punto sara’ necessario selezionare i time-frame piu’ adatti al vostro orizzonte temporale di investimento: chi vuole investire su uno strumento nel lungo periodo, studiera’ i grafici con riferimento temporale giornaliero, settimanale o annuale; chi invece desidera fare trading intraday, ossia aprire operazioni nell’intento di chiuderle nell’arco della stessa giornata, dovra’ analizzare i grafici a 10, 15, 30 minuti, ecc.

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Selezionato il grafico dello strumento finanziario consono al nostro profilo di rischio, ed impostato il time-frame adatto al nostro orizzonte temporale di investimento, sara’ necessario individuare il trend al fine di seguirlo. Ma come si fa? Semplicemente studiando la disposizione delle candele giapponesi.

Consentitemi, a questo punto, una brevissima e semplicissima digressione sui tipi di grafici. Esistono diversi tipi di grafico, ma i piu’ comuni sono:

  • grafico a linee;
  • grafico a barre;
  • grafico a candele giapponesi.

Senza dubbio il grafico piu’ popolare, utile e completo e’ quello a candele giapponesi, dal momento che e’ l’unico che, in un solo colpo d’occhio, permette di carpire le informazioni relative al prezzo di apertura, prezzo di chiusura, prezzo minimo e prezzo massimo, e di sapere quale tendenza sia in corso, in base al colore del corpo della candela.

operazioniLe cosiddette candlesticks (termine inglese per candele) sono state introdotte in Giappone nel XVIII secolo, per prevedere il movimento dei prezzi del riso. Ogni candela rappresenta l’andamento del valore di mercato in un predeterminato riferimento temporale: cosi’, se abbiamo impostato un grafico a 1 ora, ogni candela rappresenta l’andamento del prezzo di ogni ora.

Nel caso in cui il “corpo” della candela sia verde/blu, vuol dire che nell’arco di un’ora il valore e’ aumentato; viceversa, se il corpo della candela e’ rosso, vuol dire che il prezzo di chiusura e’ inferiore al prezzo di apertura della candlestick.

Spesso troviamo poi delle linee, “ombre”, che fuoriescono dal corpo della candela: la linea nera che fuoriesce dalla parte alta rappresenta il prezzo massimo; quella che invece parte dalla parte bassa indica il prezzo minimo.

In base alla direzione delle candele piu’ recenti, sara’ poi possibile individuare la tendenza dei prezzi, allo scopo poi di attenersi a tale orientamento.

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Le candele si muovono, poi, all’interno di una ben definita area individuata da un supporto ed una resistenza. Volgarmente, si potrebbe immaginare il supporto come il pavimento di una casa, e la resistenza come il tetto: voi trascorrete la maggior parte della giornata all’interno di questo spazio, e solo in casi eccezionali salirete sopra il tetto o scenderete in cantina. Ecco, lo stesso avviene con il trading. Il supporto individua un’area al di sotto di cui i prezzi faticano a scendere; e la resistenza, al contrario, evidenzia un’area che i prezzi hanno difficolta’ a superare.

Avete scelto gli strumenti adatti al vostro profilo di rischio ed al vostro portafoglio; avete scelto l’appropriato time-scale in base al vostro orizzonte temporale di investimento; avete individuato supporti e resistenze, e perfino la tendenza. Siete gia’ all’80% dell’opera. Ottimo. Ma quando e’ il momento esatto per aprire le operazioni?

A questa esigenza vengono incontro gli indicatori tecnici, ossia indicatori meramente statistici utilizzati per interpretare i movimenti dei prezzi e decidere quando e se e’ il caso di entrare in gioco. Un’analisi tecnica vincente non tiene in conto un solo indicatore tecnico, ma al contrario si basa sul combinato disposto di piu’ indicatori.

In base alle informazioni cui si riferiscono, gli indicatori possono essere raggruppati nelle seguenti categorie:

  1. di trend, tra cui MACD (Moving Average Convergence Divergence), SMA (Simple Moving Average, o media mobile semplice), EMA (Exponential Moving Average, o media mobile esponenziale) e Parabolic SAR: tutti questi danno indicazioni sulla direzione;
  2. di volume: il diagramma del volume indica la forza del trend, a prescindere dalla sua direzione, sottolineando l’interesse del mercato nei confronti di uno strumento finanziario;
  3. di momentum , tra cui RSI (Relative Strength Index) ed Oscillatore Stocastico, i quali indicano se uno strumento e’ ipercomprato o ipervenduto;
  4. di volatilita’, tra cui le Bande di Bollinger
  5. di ciclo, tra cui le Onde di Elliott.

Si noti che molti indicatori statistici fanno riferimento alle medie mobili, le quali altro semplicemente indicano la media dei prezzi delle ultime candele giapponesi (solitamente delle ultime 20, ma e’ un riferimento assolutamente discrezionale).

operazioniIn ogni caso, non e’ questa la sede appropriata per approfondire i singoli indicatori statistici, essendo questo un corso base con una finalita’ introduttiva al trading. Ho ritenuto, tuttavia, appropriato cominciare ad accennare a questi istituti economici, di cui sentirete parlare in continuazione, in modo da fornire una brevissima (e spero utile) infarinatura generale, fatta comunque salva poi la necessita’ di approfondire questi argomenti man mano che la vostra esperienza aumentera.

Lo studio degli indicatori puo’ essere ancora accompagnato dallo studio dei pattern, ossia di figure di candele che possono preludere ad un imminente rialzo o ribasso del valore di mercato. I disegni piu’ comuni sono:

  • testa-spalle
  • doppio minimo
  • doppio massimo
  • martello
  • bandiera

Anche per i pattern valgono le stesse considerazioni gia’ esposte poco fa in merito agli indicatori statistici: non e’ questa la sede opportuna per approfondire il discorso, ma solamente per abituare le vostre orecchie al ricorrere di questi termini.

Esistono, infine, per completezza di informazione, diverse tecniche operative. Le piu’ comuni sono due:

  • lo swing trading, che consiste nel cogliere i rimbalzi dei prezzi all’interno dell’area demarcata da supporti e resistenza (come avviene, perdonatemi l’immagine non propriamente tecnica, con il gioco del flipper);
  • la tecnica breakout, che al contrario mira ad operare alla rottura di supporti o resistenze.

Una volta immagazzinate e fatte proprie tutte queste informazioni, che all’inizio, lo so bene, sembrano davvero tante, vi garantisco che, con un po’ di esperienza, potrete ottenere un’ottima percentuale di successo.

LEZIONE 3. MONEY MANAGEMENT

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Il “money management“, ossia la gestione del portafoglio, e’ un aspetto fondamentale da tenere in considerazione per chi vuole giocare in borsa.

“Non rischiare mai piu’ del 2% del tuo capitale per ogni operazione” e “Non rischiare piu’ del 6% sul totale delle operazioni aperte” sono due regole basilari da seguire qualora si miri ad operare in maniera razionale e non impulsiva. Questo comporta, a titolo esemplificativo, che se avete un capitale da 20.000 $ non dovreste rischiare piu’ di 400 $ per ciascuna delle vostre operazioni (20.000 $ x 2 % = 400 $).

Nel trading, poi, la componente psicologica, purtroppo, sara’ sempre presente dal momento che starete operando con soldi veri! Non si possono eliminare del tutto, infatti, sentimenti come panico, paura, euforia ed avidita’; la buona notizia e’ che si possono pero’ limitare e controllare attraverso due utilissimi istituti: il blocco perdita (stop loss) ed il prendi profitto (take profit). Lo stop loss e’ un comando di limitazione automatico delle perdite: se aprite un’operazione con blocco perdita di  -30 $, la posizione si chiudera’ automaticamente nel caso in cui la quotazione dello strumento finanziario si abbassi di 30 $; viceversa, il take profit e’ comando di limitazione automatico dei profitti, che comporta la chiusura automatica della posizione al raggiungimento di una predeterminato obiettivo di guadagno (ad esempio, aprite un’operazione con take profit a 30 $: al raggiungimento di questo target, la posizione si chiude in automatico). Sono strumenti particolarmente preziosi, che vi permettono di non diventare dipendenti da una verifica incessante del vostro conto trading e di ridurre notevolmente lo stress. Ma come si impostano stop loss e take profit?

Per capire meglio questo argomento, e’ doverosa una preliminare introduzione al concetto di “risk/reward”, vale a dire il rapporto tra potenziale rischio (stop loss) e potenziale guadagno (take profit).

Il rischio coincide con la massima perdita che potete sopportare per ogni operazione. Questo rischio puo’ essere predeterminato con lo stop loss; allo stesso modo, il reward e’ il potenziale profitto cui potete ambire e puo’ essere predeterminato con il take profit. Molti sostengono che, per i principianti, il rapporto stop loss/take profit deve essere di almeno 1 : 2, quindi nel momento in cui aprite una serie di operazioni, per ciascuna di esse potreste impostare un blocco perdita a 10 $ ed un prendi profitto di 20 $. In questo modo, sara’ sufficiente “indovinare” solo 4 operazioni su 10 per ottenere dei profitti! (totale operazioni: 10; posizioni chiuse in perdita e profitto: 6 e 4; saldo: + 20$, che risultano dalla differenza tra -60 $ + 80 $).

LEZIONE 4. LEVA FINANZIARIA

La leva finanziaria, “leverage” in inglese, e’ lo strumento con cui il broker vi consente di aumentare la vostra esposizione sul mercato finanziario a fronte di un investimento modesto di capitale.

Cerco di schiarirvi le idee con un esempio. Supponiamo che avete nel vostro portafoglio 1000 euro e che volete investire sull’oro, il cui valore si attesta a 1000 euro. Benissimo.

levaSe andate in banca, con 1000 euro comprerete solo 1 oncia d’oro; se giocate in borsa, con leva 1 : 200, ne comprete ben 200. Qualora il valore dell’oro salga di 10 euro, poi, guadagnerete 10 euro nel primo caso e ben 2000 euro nel secondo (200 once x 10 euro = 2000)!

Sembrerebbe che ci sia dietro qualcosa di sospetto, vero? Vi starete forse chiedendo “Perche’ un broker dovrebbe darmi questa opportunita’? Dove ci guadagna?”. La risposta e’ che a guadagnarci non sarete solo voi, ma anche il broker stesso, dal momento che 200 operazioni, anziche’ una sola, gli procureranno un maggior numero di commissioni da apertura posizioni.

Infine, ricordate comunque che la leva finanziaria e’ un’arma a doppio taglio: se usata in maniera impropria puo’ portare a perdere parte del vostro capitale molto piu’ velocemente rispetto al caso in cui si operi senza leva; ciononostante, una volta appresi i meccanismi del trading, vi renderete conto delle potenzialita’ straordinarie che questo strumento puo’ fornirvi, permettendovi di guadagnare centinaia di volte di piu’ rispetto al tradizionale investimento in banca.

 LEZIONE 5. ESPOSIZIONE, MARGINE E ROLL-OVER

Per chiudere il corso sul trading, ci tocca, ahime’, soffermarsi su alcuni aspetti di “contabilita'”. Si tratta di questioni parecchio tecniche, ma il mio intento e’ quello di fornirvi una spiegazione che sia la piu’ semplice possibile.

Esposizione: e’ il vostro potere d’acquisto. Corrisponde alla moltiplicazione del vostro capitale per la leva finanziaria. Cosi’, se avete investito 1000 euro nel trading, ed il vostro broker vi fornisce una lave finanziaria 1:200, allora la vostra esposizione sul mercato sara’ pari a 200.000 euro (200 x 1000 euro). Se un’oncia d’oro vale 1000 euro, potrete, in parole povere, aprire operazioni su 200 once.

Equity indica il vostro capitale, ed e’ pari alla somma tra margine utilizzabile e margine usato.

Balance e’ il bilancio, ossia il vostro capitale sommato ai profitti o alle perdite.

Margin CallMargin call e’ un termine che a volte puo’ spaventare il trader. Vorrei evitare definizioni tecniche, preferendo al contrario un approccio piu’ pratico. Nel nostro esempio, avete depositato 1000 euro. Finche’ non aprite alcuna operazione, i vostri bilancio e saldo saranno pari a 1000 euro.

Aprite, poi, un’operazione da 100 euro: a questo punto il vostro bilancio sara’ sempre 1000 euro, il margine usato 100 euro, il margine utilizzabile 900 euro (1000-100 euro) ed il vostro saldo ancora 1000 euro. Finche’ il vostro saldo si mantiene distante dal margine usato, non ci sara’ pericolo di margin call. Se invece continuate ad aprire operazioni per un ammontare complessivo di 990 euro, allora il vostro saldo (1000 euro) sara’ vicino al margine usato e, di conseguenza, sara’ concreto il rischio di un margin call. Se le vostre operazioni iniziano a perdere, inizia a scendere necessariamente anche il margine utilizzabile. A quel punto, il vostro broker, indubbiamente meno preso dal panico di voi, vi proporra’ delle soluzioni concrete al vostro problema: o chiudere le posizioni aperte, assumendovi le perdite (e sarebbe un peccato se credete che le operazioni fossero state aperte nella giusta direzione); oppure incrementare il vostro capitale, provvedendo ad un deposito che vi permetta di incrementare il vostro margine di rischio.

Chiusura, infine, sul “roll-over“. A volte, durante la mia esperienza lavorativa, capitava di rapportarsi a clienti che si chiedevano dove fosse finito parte del proprio saldo durante la notte. La risposta al quesito va trovata nel “roll-over”, vale a dire una piccola imposta da pagare per mantenere aperta la posizione durante la notte. Tralasciando il fatto che si tratta di un interesse piuttosto basso da pagare, in realta’ il roll-over non e’ affatto da demonizzare poiche’ puo’ comportare dei vantaggi di natura fiscale non indifferenti, seppur la legislazione italiana in materia di trading online sia ancora piuttosto incompleta.

LEZIONE 6. LE OPZIONI BINARIE

Un’altra interessantissima modalita’ di investimento riguarda le opzioni binarie, che si pongono come alternativa piu’ diretta e “semplice” rispetto ai CFD. Se per i contratti per differenza il guadagno delle singole operazioni si calcola tramite la differenza tra il valore di mercato all’apertura della posizione e quello alla chiusura delle stesse, per le opzioni binarie, al contrario, il guadagno e’ limitato ad un ammontare predeterminato e fissato alla stipulazione del contratto.

Si tratta di formulare la vostra previsione sull’andamento del trend di un asset (coppia di valute, azioni, commodities o indici) entro una scadenza prefissata. Nel breve o nel lungo periodo, il prezzo salira’ o diminuira’?

Si definiscono “binarie” perche’ il risultato dell’investimento ha due sole possibili varianti: o la previsione e’ giusta oppure la previsione e’ errata. Fifty-fifty, 50-50, non ci sono mezze misure: o si vince o si perde la “scommessa” con il vostro broker.

E’ quindi la modalita’ di investimento piu’ immediata, piu’ diretta, piu’ veloce e meno “tecnica”, nel senso che presuppone un minor bagaglio di conoscenze tecniche della materia. Niente lauree in economia e finanza ne’ licenze professionali per Giocare in borsa con la G maiuscola. Si puo’ cosi’ tranquillamente affermare che e’ adatta davvero a tutti gli investitori, e forse e’ proprio questo uno dei motivi, assieme alle esponenziali percentuali di guadagno offerte, del suo successo planetario.

Opzioni Binarie Alto BassoLe opzioni binarie nascono da un’idea di un professore universitario statunitense, della Pennsylvania, che ha per primo capito il bisogno di rendere l’investimento fruibile a tutti, senza discriminazione di classe sociale ne’ di preparazione economica. Semplicemente, il prezzo sara’ piu’ alto o piu’ basso alla scadenza prefissata (che puo’ essere estremamente breve, talora anche un minuto)?

La prassi da seguire per aprire operazioni con le opzioni binarie e’ la seguente:

  1. scegliete uno strumento finanziario (valute, commodity, azione, indice di borsa)
  2. scegliete una scadenza
  3. inserite la vostra previsione: alla scadenza desiderata, il prezzo sara’ superiore o inferiore?
  4. inserite l’importo…e attendete la scadenza!

Ci sono, poi, diversi tipi di opzioni binarie:

  • CALL/PUT: prevedete che il trend sara’ rialzista o ribassista da qui alla scadenza selezionata? Se prevedete che il prezzo sale, allora comprerete un’opzione Call; viceversa, se pensate che il prezzo scende, comprerete un’opzione Put. I margini di profitto si aggirano attorno al 70% – 85%;
  • ONE TOUCH: il prezzo tocchera’ o no un valore (minimo o massimo) deciso dal broker? Qui il tasso di rendimento e’ addirittura del 400% – 550%!
  • INTERVALLO: alla scadenza, il prezzo sara’ ancora all’interno di un predeterminato intervallo di valore?

Come avrete capito, e’ una modalita’ davvero semplice ed allettante: non si tratta di giocare al casino’, dal momento che le oscillazioni di valora hanno sempre delle motivazioni che derivano da un’accorta analisi tecnica o fondamentale; ciononostante, tuttavia, consiglio sempre di evitare il rischioso atteggiamento da scommettitore. Si tratta, ricordatevelo sempre, di investimento in borsa, il che richiede raziocinio e responsabilita’ nelle scelte.

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