Indici di borsa

Sono molti gli utenti che navigano per il web alla ricerca di materiale informativo su questo particolare strumento finanziario: per questo motivo, noi di startborsa.com abbiamo di dedicare una pagina al trading sugli indici di Borsa, ovvero alla negoziazione tramite i CFD degli indici.

Prima di iniziare, è bene mettere a fuoco il concetto di indice di Borsa. Questo termine rappresenta la statistica utilizzata per verificare le variazioni delle quotazioni azionarie delle società quotate in Borsa. Si tratta quindi di una scatola piena di titoli azionari, il cui valore serve a rappresentare l’insieme nel complesso. Volendo semplificare ulteriormente, gli indici rappresentano il “termometro” di un gruppo di azioni.

Plus500

Tipologie di Indici

Il valore degli indici viene calcolato attraverso tre metodologie, che ne definiscono anche la tipologia:

  • Indici equally weighted: il termine “equally” sta per “uguaglianza”. Questo tipo di calcolo si bassa sull’uguaglianza tra i fattori di ponderazione, per tutti i titoli facenti parte dell’indice. In questo calcolo non si tiene conto delle capitalizzazioni delle società incluse.

  • Indici price weighted: si tratta di indici semplici da calcolare, ma che non riescono a rappresentare in modo efficace il trend dell’intero portafoglio. In questi indici, ciascun titolo ha un peso diverso a seconda del suo prezzo. Questo porta ad uno sbilanciamento che favorisce la rappresentazione dei titoli dal prezzo più elevato. Ne fanno parte il popolare Dow Jones (USA) e il Nikkei 225 (Giappone).

  • Indici value weighted: sono considerati i più corretti ed i più equi. Per questo motivo sono anche i più utilizzati. Questi indici assegnano ai titoli un peso proporzionale alla capitalizzazione della società emittente, e vengono rettificati ogni qual volta le società effettuano frazionamenti, raggruppamente, scissioni e dividendi. Ne rispecchiano quindi il valore reale. Alcuni esempi di indice value weighted sono l’ S&P500 (USA), l‘FTSE Mib (Italia), CAC40 (Francia), DAX30 (Germania), FTSE 100 (Inghilterra), Topix (Giappone).

Cosa Vuol Dire Investire sugli Indici

Sappiamo cosa sono gli indici e sappiamo in quali e quanti modi possono venire calcolati. Quello che vogliamo capire adesso è il meccanismo che porta alla scelta di investire sugli indici, e qual’è il processo che permette di farlo.

Partiamo da una differenza: l’investimento su un’azione (o su un gruppo di azioni) e l’investimento su un indice differiscono nella volontà di puntare su una singola società o su un gruppo di società, optando che la diversificazione del portafoglio. Puntare su una società implica la necessità di seguire le vicende di cui questa è protagonista, gli avvenimenti esterni ed interni, i piani strategici… Puntare su un indice invece, significa interessarsi ad un insieme di società destinate a muoversi lungo uno stesso percorso e a perseguire lo stesso modello di economia.

Per questo motivo, investire sugli Indici di Borsa è considerato più semplice rispetto all’investimento sulle azioni. Facciamo un esempio: se valutate che un determinato paese crescerà entro un determinato anno (ad esempio l’Italia nel 2016), investire su un indice comporterà la scelta più semplice ma vi garantirà un guadagno minore rispetto a quello che sarebbe possibile ottenere investendo unicamente sulla crescita di una singola società.

Facilità di scelta contro Potenzialità di crescita. A voi la decisione su cosa puntare.

Investire sugli indici online

Se siete decisi ad investire sugli indici, non vi servirà recarvi allo sportello della vostra banca. Basterà un computer ed una connessione ad internet per poter investire grazie ai CFD (futures) attraverso uno dei tanti broker online. Questi mettono a disposizione dei trader piattaforme gratuite per effettuare le transazioni, il tutto in tempi brevissimi. Alcuni broker, come ad esempio Plus500, offrono inoltre la possibilità di aprire un conto demo, quindi a soldi virtuali, per fare pratica prima di investire denaro reale: si avrà a che fare con gli stessi tipi di operazione disponibili in un conto reale, ma senza usare soldi veri, quindi senza rischiare nulla. Una volta pronti sarà possibile passare ad un conto reale, ma non si tratta di una scelta obbligatoria.